Coperture alternative senza burocrazia

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Per fare una qualsiasi copertua utilizzando strutture più o meno consistenti, sono spesso necessari iter burocratici autorizzativi lunghi e costosi. Ecco così che un pergolato, un posto auto,una tettoia diventano un onere non indifferente.
Avete mai pensato quanto potrebbe essere funzionale, economico e piacevole un tetto o una parete verde? Basta una rete adatta su cui far crescere rampicanti, qualche luce posizionata nel posto giusto ed ecco che è possibile realizzare uno spazio separato e gradevole con pochissime spese e pochissime preoccupazioni.
Dalla semplice edera, alla vite americana, ai profumatissimi gelsomini e al bellissimo glicine, le soluzioni di copertura verde sono davvero molteplici!
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Piante Aromatiche da coltivare in casa

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erbe aromatiche Belle, buone, profumate: le erbe aromatiche sono perfette per un piccolo orto in vaso da coltivare nei mesi invernali. Ecco 7 idee e qualche piccolo consiglio per farle crescere in casa.

Chi ha detto che nei mesi freddi i giardinieri vanno in letargo? L’inverno è la stagione perfetta per coltivare un piccolo orto in vaso, nel calduccio della vostra casa. Le piante perfette per questo periodo sono le erbe aromatiche, belle, profumate e ottime in cucina (avete mai provato i cocktail alle erbe?). Ecco 7 aromi da coltivare in casa, con qualche piccolo accorgimento.
Salvia
Il metodo migliore per farla crescere è coltivarla in estate in giardino e poi trasferirla in vaso e ricoverarla in casa con l’arrivo del freddo

Prezzemolo
Quest’erba aromatica dovrebbe essere coltivata direttamente in vaso all’inizio dell’estate, e poi trasferita in casa per l’inverno. Assicuratevi che il terriccio sia molto ricco.

Menta
Vive bene in vaso, è perfetta da tenere in casa soprattutto d’inverno, poiché soffre il freddo

Maggiorana
Potete piantarla in terra durante l’estate, e poi trapiantarla in vaso e tenerla in casa per l’inverno
Erba cipollina
Questa pianta va cresciuta all’aperto e poi trasferita in vaso in inverno; le basta un po’ di luce solare per crescere bene anche al chiuso

Dragoncello
Questa pianta può raggiungere dimensioni un po’ più ingombranti rispetto alle altre are aromatiche, perciò è bene spuntarla ogni tanto

Basilico
Il periodo migliore per seminare il basilico è il mese di marzo, se invece acquistate le piante giovani, meglio metterle a dimora in primavera. In casa la temperatura ottimale per la sua crescita è 20 gradi

La regola generale per tutte le erbe aromatiche è scegliere vasi circolari d circa 12 cm di diametro, posizionarli vicino a fonti di luce (la cucina è il posto ideale) e non troppo vicino a fonti di umidità.

Parchi e giardini condominiali

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Poter godere di un proprio spazio verde è da considerarsi ormai un lusso, che pochi posso permettersi.
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Le nostre città ci impongono spesso la condivisione degli spazi inerenti alle nostre abitazioni, secondo la tipologia più diffusa nel nostro territorio: i giardini condominiali.
Spazio comune, di tutti e di nessuno, che spesso e volentieri nel nostro paese viene studiato con poca attenzione e sistemato in modo spartano e di ben scarso valore estetico/formale.
A volte sfugge come un giardino condominiale possa nobilitare l’architettura di bassa qualità che spesso caratterizza i moderni condomini e creare di per sé nuovi ambienti e nuovi spazi di privacy che nobilitano l’intera struttura.
Ecco di seguito alcune foto della paesaggista Patrizia Pozzi per una soluzione di un giardino ad Assago, dove siepi hanno creato scene prospettiche e filari di piante delineato le prospettive dell’intero luogo.
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fonte: Patrizia Pozzi

Il Calicanto, profumo invernale

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calicanto 1 calicanto 2 calicanto 3 Prepariamoci al miracolo che ogni anno si rinnova nei giorni gelidi di gennaio, quando nell’aria si comincia a percepire una fragranza intensa, dolce con una punta aromatica: arriva da un arbusto apparentemente nudo, con i rami sottili allungati verso il cielo. Solo avvicinandosi i minuscoli fiori risultano chiaramente visibili: simili a campanelle cerose, gialli con una macchia porpora al centro, a guardarli non sembrerebbero capaci di tanta generosità. E invece sono proprio loro, i fiori del calicanto. E poiché questo arbusto, fra le sue incredibili doti, ha anche quella di resistere bene all’inquinamento, è una delle pochissime piante che creano emozione in città nel cuore dei mesi più freddi. Questa sua fioritura inattesa e portentosa è legata alla poetica leggenda del pettirosso che, scacciato da altri alberi, trovò rifugio solo fra i rami del calicanto: Dio volle ricompensare questa gentilezza facendo cadere sui rami di questa pianta una pioggia di stelle splendenti e profumate. Ecco perché l’omaggio di un rametto di calicanto è espressione di affettuosa protezione nei confronti di chi lo riceve. I rami fioriti da poco, recisi e portati in casa in un vaso con acqua fresca in ambiente non troppo caldo, per qualche giorno inondano la stanza di profumo. Potete raccoglierli con i fiori ancora chiusi: in casa, il caldo li farà aprire in breve tempo.

Il nome botanico del calicanto può creare un po’ di confusione: nei libri e manuali lo troverete sotto il nome di Chimonanthus praecox, Calycanthus praecox o Chimonanthus fragrans. Nativo delle fredde montagne cinesi, ha trovato in molte parti d’Europa un ambiente idoneo per le sue poche esigenze: non si ammala facilmente, è perfetto per le siepi miste, non richiede potature regolari: è, insomma, la pianta ideale per i giardini a bassa manutenzione.

Da molto tempo il calicanto viene impiegato come pianta ornamentale, tant’è che nei giardini ottocenteschi si trovano di frequente vecchi esemplari, grandi e vigorosi. Riesce a vivere anche nei terreni più compatti e argillosi, e resiste a temperature rigidissime. A maturità, assume dimensioni simili a quelle della forsizia, cioè 3 metri in tutti i sensi. Ma mentre i rami della forsizia tendono a diventare arcuati, quelli del calicanto rimangono rigidi e un po’ goffi, e in estate sono coperti da un manto di foglie un po’insignificanti.
Piantate il calicanto in luogo soleggiato, anche insieme ad altri arbusti rustici come forsizie, cotogni da fiore, noccioli e buddleje, ma se possibile fate in modo che sia in un luogo dove d’inverno passate spesso nelle vicinanze: ad esempio ai bordi di un cancello, di un vialetto o in prossimità della recinzione esterna in modo che, passeggiandovi vicino, la fragranza dei fiori sia facilmente percepibile. Il calicanto può essere allevato anche a spalliera, fissando i rami giovani a supporti robusti (cavi d’acciaio o palerie in legno) contro un muro. Questa soluzione rallenta la crescita e impedisce che la pianta si allarghi: è dunque consigliabile per i calicanti in terrazzo, da coltivare in una vasca in plastica o legno capiente e profonda.

Pur essendo un arbusto davvero facile, ha un problema: non fiorisce subito. Gli esemplari giovani possono impiegare vari anni prima di dare piena soddisfazione. Per questo vi conviene acquistare il calicanto adesso, scegliendo in vivaio un esemplare allevato in vaso e già fiorito. Potrete metterlo subito a dimora se la terra non è gelata ed è ben lavorabile, creando una buca d’impianto capiente e concimata sul fondo con compost o letame in pellet.

Se invece il suolo è gelato, meglio aspettare qualche settimana, trasferendo il vasetto vivaistico in una trincea di terra torbosa o in un vaso più grande, coibentato con terra e corteccia, tenuto provvisoriamente in una zona protetta e soleggiata.

Poche le esigenze: un po’ di concime organico ogni anno in autunno, e occasionali pulizie della chioma a fine fioritura per migliorare la forma ed eliminare i rami troppo affollati. È infatti un arbusto ideale per chi non ama usare le forbici. I fiori appaiono sui rami di uno o due anni, ed è quindi da evitare una continua potatura severa che provocherebbe scarsa fioritura. Sono reperibili sia la specie Chimonanthus (Calycanthus) praecox sia le sue varietà migliorate, ‘Grandiflorus’ con fiori più grandi, giallo carico con una macchia di colore rosso intenso alla base, e ‘Lutea’, con fioritura tardiva, giallo chiaro. Ma ricordate che la più profumata è la specie non ingentilita dall’uomo, ed è anche la più robusta e longeva.

Curiosità

Non tutti i calicanti amano fiorire nel gelo: Calicanthus floridus, bell’arbusto nordamericano, fiorisce da giugno in poi, con fiori rossi dal profumo vinoso. Capace di superare i 3 metri di altezza, è una pianta gradevole e di facile coltivazione, adatta anche per siepi informali insieme ad altri arbusti di media dimensione. Non richiede potature regolari, bensì solo interventi occasionali per ridurre la chioma se troppo cresciuta o per sfoltire il centro dai rami affastellati e troppo fitti.

Tratto da “L’incantevole profumo dei giorni invernali”, di L.Lombroso, n.1-2, 2008

10 fiori invernali

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Se amate il giardinaggio, non rinunciate a prendervi cura dei vostri fiori, anche in inverno. Provate a spostare le piantine in vaso nei luoghi più riparati del giardino o del balcone. Le fioriture invernali vi stupiranno, soprattutto nelle regioni più miti.
Nel corso dei mesi più freddi potrete ammirare fiori di ciclamino, calendula, viola e gelsomino, ma anche coltivare erica e cavoli ornamentali.
Ecco 10 piante che fioriscono in inverno, grazie a cui potrete scegliere di donare un tocco di colore al giardino.
ciclamino
1) Ciclamino

La fioritura del ciclamino può variare a seconda dell’epoca di semina. I ciclamini che fioriscono in autunno, possono resistere anche in inverno. Fate attenzione alle gelate e, soprattutto nelle regioni dal clima meno mite, il consiglio è di spostare i vasi con i ciclamini dentro casa, posizionandoli in zone luminose, lontano dai termosifoni.
cactus
2) Cactus di Natale

Il cactus di Natale è l’alternativa alla più classica stella di Natale. Rispetto a quest’ultima, richiede cure più semplici e può rifiorire inverno dopo inverno anche per molti anni. I suoi fiori sbocciano proprio quando si avvicina il periodo delle festività natalizie. In Europa il cactus di Natale viene coltivato come pianta da appartamento.
rododendro
3) Rododendro

Potrete ammirare la fioritura delle specie più precoci di rododendro già a partire dalla fine dell’inverno. Prendetevi dunque cura di queste bellissime piante durante tutto il corso dell’anno. Saranno le vostre inaspettate rose invernali. Il rododendro, infatti, è conosciuto anche con il nome di Rosa delle Alpi.
calendula
4) Calendula

La calendula è un fiore davvero speciale, poiché può fiorire lungo tutto il corso dell’anno, con nuove fioriture che possono presentarsi mese per mese, anche in inverno, soprattutto nelle regioni in cui il clima risulta meno rigido. Se siete fortunati, vedrete fiorire la vostra calendula anche nei mesi invernali. Del resto il suo nome ce lo ricorda. Il termine calendula deriva dal latino “calendae”, con cui gli antichi Romani indicavano il primo giorno del mese.
viola
5) Viola cornuta

La viola cornuta, o Viola hortensis, è una varietà di viole molto resistente al freddo. Non teme le gelate, e nemmeno le piogge, ma per precauzione è bene posizionare i vasi nell’angolo più riparato del balcone, soprattutto nelle regioni più fredde. Se le vostre viole cornute presenti in giardino verranno ricoperte dalla neve, ricominceranno a fiorire in primavera senza problemi.
erica
6) Erica

L’erica è una pianta perenne utilizzata per decorare i vasi e i giardini anche nella stagione invernale. I suoi fiori di solito si presentano dall’estate all’autunno, ma nelle regioni dal clima più mite la fioritura potrebbe risultare prolungata. Attenzione: le piante di erica non amano i ristagni nei sottovasi.
cavoli
7) Cavoli ornamentali

I cavoli ornamentali rappresentano un’ottima scelta per abbellire il balcone durante la stagione fredda. Infatti li potrete coltivare in vaso con un magnifico effetto decorativo, grazie ai loro colori che spaziano dal rosa, al crema, fino al giallo e al lavanda. Resistono molto bene al freddo e possono mantenere i loro colori fino alla primavera.
gelsomino invernale
8) Gelsomino invernale

Si tratta di una particolare varietà di gelsomino, nota come Jasminum nudiforum o gelsomino giallo, che è in grado di stupirci con una fioritura invernale, che avviene con la comparsa sulla pianta di tanti piccoli fiori gialli. Si tratta di una pianta perenne, con doppia fioritura in inverno e in primavera. Trattandosi di una varietà rampicante, ha bisogno di graticci di supporto per potersi sviluppare.
elleboro
9) Elleboro o Rosa di Natale

L’elleboro è una pianta molto resistente e poco bisognosa di cure. Richiede innaffiature scarse, terriccio ben drenato e posizione soleggiata durante la bella stagione. Vedrete sbocciare i suoi fiori durante l’inverno. L’elleboro darà un tocco di colore al vostro giardino e ai vasi sul vostro balcone. Per via della sua fioritura invernale, l’elleboro è conosciuto anchecome Rosa di Natale. Potrete scegliere di coltivare fiori di elleboro bianco, rosa o color porpora
bucaneve
10) Bucaneve

I bucaneve sono il simbolo della fine dell’inverno. Li vedrete dunque spuntare verso la fine della stagione, dopo lo scioglimento della neve e le ultime gelate. Ricordate di piantare i vostri bucaneve in autunno, per poterne ammirare la fioritura nei mesi successivi. Posizionate i bulbi in vaso a 5 centimetri di profondità e alla stessa distanza l’uno dall’altro.

La potatura del verde

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Per mantenere viva una pianta bisogna effettuare cure costanti ed operazioni indispensabili, una di queste è la potatura che ne mantiene una forma armoniosa, ne migliora ed intensifica la crescita e fa sì che essa abbia maggior quantità di foglie, frutti e fiori. Anche la potatura, come molte altre operazioni, ha delle regole fondamentali da seguire e rispettare: innanzitutto bisogna potare la pianta quanto ce ne sia la necessità e nel momento più opportuno; fare in modo di mantenere il più possibile la forma naturale della pianta; eliminare parti secche o morte che potrebbero essere vettori di infestazioni da parassiti; tagliare rami che crescono in maniera disordinata; cercare di potare radici e parti aeree in maniera equilibrata; usare coltelli ed utensili puliti ed affilati.
La potatura può riguardare sia gli alberi da frutto per fini di commercializzazione agricola, che le piante ornamentali. Alcune tecniche di potatura sono simili per una specie e l’altra, altre ancora vanno attuate solo su determinate specie di piante e solo allo scopo di ottenere precisi risultati. Se in agricoltura potare agli alberi da frutto è essenziale per garantire una corretta produzione dei frutti sia in termini di qualità e di quantità, per le piante ornamentali non è sempre obbligatorio ricorrere alla potatura o almeno non è necessario farlo con puntigliosa regolarità. Potare le piante o gli alberi ornamentali è necessario quando la loro crescita troppo lenta o veloce rischia di creare dei danni alla pianta e alla sua resa estetica o quando le parti vegetative cresciute in eccesso impediscono alle foglie di ricevere la giusta quantità di luce per compiere la fotosintesi clorofilliana o ancora quando rami e apparati fogliari degli alberi ornamentali si diramano al tetto della casa rischiando di rompersi e di creare dei danni. Rientrano negli interventi di potatura, tutti gli alberi da frutto, gli alberi ornamentali, le siepi, le rose e la vite.

Esistono tre principali tipi di potatura: spuntatura, cimatura e sbocciolatura. La spuntatura è la potatura vera e propria, vengono eliminate le parti finali dei rami per limitarne la crescita o per rinnovare una pianta che abbia rami vecchi o non sani. Nello specifico si tagliano in genere i due terzi del ramo. Questa operazione non va mai fatta nel periodo di fioritura ma dopo. Per quanto riguarda gli alberi con foglie perenni, essa si effettuerà alla fine del periodo primaverile (es per la monstera e il ficus Benjamin). La cimatura consiste nel solo taglio delle estremità dei rami non ancora adulti, con questa operazione si dona alla pianta una migliore crescita e uno sviluppo più uniforme. La cimatura va fatta durante la fase di crescita per limitarla oppure per aumentarne la quantità delle foglie. Infine la sbocciolatura, con questa operazione si eliminato i fiori appassiti, si dona alla pianta un aspetto migliore, si prevengono malattie e si aumenta la produzione dei fiori.
La potatura è un’operazione molto importante per il mantenimento della pianta, si dovrà quindi far attenzione a non lasciare bordi sfilacciati che potrebbero marcire o morire ed usare utensili sempre disinfettati e opportunamente affilati.
Seguendo particolari procedimenti, operazioni e cure ed effettuando anche accorgimenti preventivi contro l’attacco di malattie e parassiti, avremo sempre delle piante belle, sane, robuste e rigogliose che saranno motivo di personale soddisfazione e particolare orgoglio.

Lavori del mese in giardino – Gennaio e Febbraio

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giardino inverno

Nel mese di gennaio non sono necessari grandi interventi in giardino. Dobbiamo preoccuparci di tenere il prato e le aiuole ben puliti dalle foglie. Nelle zone con il clima più mite, dove il rischio di gelate è esiguo, durante queste settimane è possibile potare gli arbusti da fiore a fioritura tardo primaverile o estiva, come ad esempio rose, buddleje, caryopteris, etc. Lasciamo intatti gli arbusti che fioriscono all’inizio della primavera, come calicanthus, forsizie, gelsomini, camelie, azalee; poteremo queste piante dopo la fioritura, perchè adesso già preparano le gemme fiorali.

Concimazioni ed annaffiature
Durante questo periodo dell’anno è meglio utilizzare concimi con un alto valore di potassio e fosforo, per rafforzare le piante; volendo è anche possibile arricchire il terreno in preparazione alla primavera: in questo caso utilizziamo del concime organico ben maturo, oppure del concime granulare a lenta cessione, ricco in azoto. Questa operazione, da effettuarsi in autunno o a fine inverno, arricchisce il terreno per alcuni mesi, in modo che le piante trovino molti elementi nutritivi non appena ricominciano a vegetare, quando le temperature tendono a risalire e le giornate si allungano.
Se la stagione è molto secca è consigliabile ricordarsi di annaffiare le piante sempreverdi, che non hanno un vero e proprio periodo di riposo; nelle regioni con clima mite può essere necessario anche irrigare il prato o le siepi, anche se in genere il mese di gennaio è abbastanza piovoso, tanto da permetterci di evitare annaffiature abbondanti.

Nuove piante in giardino
Durante il periodo invernale, la maggior parte delle piante è a riposo. E’ il periodo ideale, quindi, per piantare arbusti da fiore in zolla o in vaso. Siamo ancora in tempo per piantare le bulbose a fioritura primaverile (es. crocus, allium, tulipani, ecc..), soprattutto nelle regioni dove gli inverni non sono molto rigidi; infatti queste piante sopportano il freddo solo se sono già a dimora all’arrivo delle temperature più basse. Se desideriamo invece qualcosa di pronto effetto, piantiamo delle viole che non temono il gelo e fioriscono per tutto l’inverno. Anche l’erica è molto adatta sia per il giardino che per i terrazzi ed i balconi.

Lavori del mese in giardino gennaio: Frutteto
Anche nel frutteto, se il terreno non è gelato, possiamo piantare nuovi alberi da frutto. Per piantare adeguatamente una pianta da frutto dovremo predisporre una buca di circa 50-60 cm di profondità e di 40-50 cm di diametro. Sul fondo della buca metteremo del letame ben maturo che ricopriremo con uno strato di terra di 10 cm circa in modo che le radici non entrino in contatto con lo stesso; la pianta dovrà essere posizionata al centro della buca. La buca dovrà essere ricoperta con un terriccio composto da tre parti di terra, una parte di torba e una parte di humus di lombrico. Si consiglia di non potare le piante durante i mesi più freddi, al fine di evitare che le gelate rovinino i rami. E’ inoltre importante spargere del letame maturo intorno alle piante da frutto già a dimora, senza toccare il tronco, e vangare la terra circostante. Da effettuare è anche un trattamento con fungicidi su tutti gli alberi da frutto del giardino; questa operazione è assolutamente indispensabile su peschi, ciliegi, albicocchi e susini.
Si possono cominciare a potare, inoltre, sia le viti che le piante da frutto; si consiglia l’apporto di sostanza organica per preparare la pianta alla primavera.

Nell’orto
Seminare nei tunnel freddi ravanello, rucola, valerianella, cipolla rossa.Raccogliere cavolo nero di Toscana, cavoli invernali, porri ancora presenti e protetti dalle rincalzature; nelle zone a clima mite raccogliere bietole e altre verdure da foglia seminate a fine estate, come radicchi, spinaci, finocchi, ravanelli.

Fonte: giardinaggio.it

Il giardino sul tetto

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tetto
Avere con un orto o un giardino sopra la testa è tecnicamente possibile. Oggi però è anche economicamente conveniente. La delibera del ministero dell’Ambiente concede infatti incentivi fiscali fino al 65 per cento a chi trasforma il tetto o il “lastrico solare” (per esempio il terrazzo condominiale o la copertura piana dei parcheggi) in uno spazio verde. Un passo in avanti verso la diffusione del verde in città e verso la trasformazione degli edifici in senso ecologico: i tetti verdi trattengono l’acqua piovana, assorbono il rumore, aumentano la qualità della vita, ma soprattutto aiutano l’isolamento termico. Ed è questo aspetto che l’agevolazione fiscale vuole favorire.
«Il verde è un eccellente sistema di coibentazione, che aumenta le capacità di contenimento energetico dell’immobile», spiega Patrizia Pozzi, paesaggista milanese che si è dedicata intensamente a questo tipo di progetti. «Negli ultimi cinque, sei anni l’85% dei miei interventi sono stati su lastrico solare, vasti spazi come quello delle sedi della Vodafone e dell’Oréal, dove oltre al verde ci sono aree per il relax e altre attività». Patrizia Pozzi ha creato una joint venture con la società di progettazione architettonica Lombardini22. Con la formula “Milano Green Roof” hanno dato vita a una collaborazione sul tema delle coperture vegetali offrendo un servizio chiavi in mano, dai vari progetti fino alla certificazione energetica, indispensabile per poter ottenere le agevolazioni fiscali. La paesaggista, i suoi partner e altri esperti presenteranno i diversi aspetti del tema in un incontro il 23 ottobre, a Milano, nella sede di Lombardini22. «Questi interventi non interessano solo le grandi aziende, ma anche i privati, perché i costi non sono stellari», precisa Patrizia Pozzi.
«Molti immobiliaristi, per esempio, hanno capito che se trasformo il terrazzo condominiale in un giardino, aumento il valore e le possibilità di uso dell’edificio da parte di chi ci abita». Per quanto riguarda i fabbricati già esistenti, basta una perizia che valuti la tenuta della struttura e la sua impermeabilizzazione.
Il processo di installazione poi è piuttosto ben rodato: «Oggi sono sufficienti pochi centimetri di terra. Si tratta di pacchetti preconfezionati di semplice installazione: bastano 15 centimetri per avere un prato, 20-30 per dei cespugli, 40-60 per piante anche di sette metri di altezza». Così, per una volta, un taglio delle tasse sembra voler aggiungere bellezza alle nostre città.

Fonte: www.repubblica.it

Le siepi

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Le siepi sono costituite da filari di piante, spesso sempreverdi, coltivate per svolgere alcune particolari funzioni; si utilizzano come linea di demarcazione di un confine, come protezione di particolari aree di un giardino, come riparo dal vento o dai rumori, come ombreggianti. Spesso vengono utilizzate piante sempreverdi, poichè, mantenendo le foglie per tutto l’arco dell’anno, svolgono funzioni protettive anche durante i mesi invernali; molte siepi sono comunque costituite anche da piante a foglia caduca, o spesso anche da piante da fiore.
La gran parte degli arbusti e dei piccoli alberi coltivati in giardino sono adatti a formare una siepe, è però bene scegliere in maniera oculata l’essenza da utilizzare, a seconda delle esigenze per cui si desidera porre in atto la siepe stessa.

Insieme al prato, la siepe è l’elemento costitutivo del nostro giardino, la scelta di come realizzarle determina quindi in maniera decisiva lo scenario globale. Vediamo di capirne di più.
Generalmente le siepi si compongono di piante della stessa specie e della stessa varietà, quasi a comporre un “parete” vegetale compatta ed uniforme; per rendere più piacevole alla vista la siepe è anche possibile utilizzare piante dello stesso genere, ad esempio tutte sempreverdi, ma di specie o varietà diverse, in modo da creare un’alternanza nel colore delle foglie o dei fiori, che rende la siepe più decorativa.

Nel caso in cui necessitiamo di una siepe che ripari dal vento o dal rumore che rimanga folta e densa per tutto l’arco dell’anno, è bene porre a dimora delle piante sempreverdi, in modo che non perdano le foglie. La gran parte delle siepi è di questo tipo, e per questo scopo vengono utilizzate piante di facile coltivazione e con poche esigenze.
Elenchiamo alcune essenze utilizzate comunemente nelle siepi sempreverdi: Berberis (moltissime varietà in commercio, anche a foglie di colore molto decorativo; siepe spinosa; anche varietà nane), Bosso (siepe a sviluppo lento, esistono varietà nane; molto utilizzato nei roseti e negli orti botanici), Cotoneaster (molto diffuso, esistono varietà erette ed anche prostrate, bacche rosse), Eleagnus (esistono moltissime varietà, anche a foglia variegata), Ilex (pianta vigorosa e decorativa, esistono varietà spinose ed anche nane o con foglia variegata), Ligustro (utilizzata anche nell’arte topiaria, esistono varietà con foglie grandi e variegate), Laurus (pianta aromatica molto comune, talvolta viene infestata gravemente dalla cocciniglia), Osmanthus (in autunno produce fiori profumatissimi, molte varietà disponibili), Pitosporo (ottimo per climi mediterranei, fiori profumati in estate; esiste anche una varietà nana a portamento prostrato), Photinia (pianta da siepe per eccellenza, pianta vigorosa, le nuove foglie in primavera sono di colore rosso acceso), Prunus laurocerasus (altra tipica pianta da siepe, molto vigorosa e di rapido sviluppo).
Quando desideriamo che la nostra siepe ci regali anche una fioritura decorativa, accentuata dalla presenza di più piante poste a dimora vicine, possiamo scegliere delle piante da fiore; anche in questo caso in genere si scelgono delle essenze di facile coltivazione, ed esenti da malattie. Possiamo anche porre a dimora piante che producono bacche decorative, in modo da avere una siepe piacevole anche durante i mesi invernali.
Ricordiamo qui alcune specie di arbusti da fiore o da bacca di facile reperimento.

Volendo si può comporre una siepe mista, scegliendo piante con diversi periodi di fioritura, in modo da ottenere una siepe fiorita da marzo fino ai primi freddi, con colori diversi. Ecco allora che possiamo mescolare piante di Forsithya, abelia, deutzia, hibisco, kerria, hiperico, weigelia, rose, spiree, ginestre, oleandro, lagestroemia, lavanda etc etc a seconda dei periodi di fioritura e di ciò che ci piace di più.

Molto utilizzate, soprattutto nelle regioni centro-settentrionali della nostra penisola, sono le siepi di conifere; sono sempreverdi, molto dense e fitte, e non necessitano in genere di molte cure per dare ottimi risultati. Esistono molte specie e varietà di conifere adatte ad essere coltivate in una siepe, molte varietà sono anche il frutto di ibridazioni, attuate per creare varietà dai colori vistosi o particolari, o dimensioni contenute; di solito le più utilizzate sono specie del genere cipresso o ginepro. Il Cupressus Leylandii è il più consueto per comporre siepi persistenti e coprenti ma si possono fare siepi di ginepro, di thuie, di tassi e chamaeciparis a scelta.

Una volta scelte le piante è consigliabile porle a dimora tutte assieme; prima di tutto è bene lavorare il terreno, aggiungendo dello stallatico e della sabbia, per migliorare ed arricchire il substrato, in modo da renderlo fertile e ben drenato; se abbiamo scelto delle piante che amano terreni a ph acido è necessario aggiungere al terreno anche della torba.
Quindi predisponiamo il luogo in cui sistemare il filare di piante: con una cordicella e due bastoni prepariamo la linea di riferimento, in modo che la siepe risulti ben dritta ed ordinata; quindi procediamo preparando uno scavo sufficientemente profondo da contenere il pane di radici delle piante; in genere arbusti da siepe, alti 40-50 cm, si pongono a dimora ad una distanza di 65-75 cm; se disponiamo di piante più piccole dovremo porle a dimora a distanza minore. Una volta poste a dimora le piccole piante che comporranno la siepe premiamo ben il terreno attorno ai fusti e procediamo con una annaffiatura abbondante, che bagni il terreno bene in profondità.

Si consiglia quindi di pacciamare il terreno attorno ai fusti delle piante, in modo da evitare l’eccessivo sviluppo di erbacce e per mantenere il piede degli arbusti fresco e leggermente umido anche durante le calde giarnate estive; a questo scopo si possono utilizzare le cortecce di pino, oppure foglie secche o lapillo.

Se il terreno è ben drenato e ricco di materiale organico in genere le nostre piante non ci daranno grandi problemi, anche se sarà bene ripetere la concimazione ogni anno, a fine inverno.

Per uno sviluppo ottimale è bene intervenire con le potature, con le prime si modellano le piante fino ad ottenere la forma desiderata, con le potature successive si contiene lo sviluppo della siepe e si arieggiano e si illuminano le parti più interne delle piante, in modo da evitare la perdita del fogliame nei rametti più vicini al tronco.
Nei vivai sono disponibili piante da siepe già sviluppate, con buona crescita in altezza e molte ramificazioni laterali; ponendo a dimora questo genere di piante si produce facilmente una siepe, avendo l’accortezza di potare le piante di circa un terzo, o della metà, in altezza una volta all’anno per i primi 2-3 anni: in questo modo le piante si infoltiranno velocemente, producendo molte ramificazioni nella parte bassa.

Per le siepi di conifere è consigliabile evitare le potature nella parte alta, fino a che non avrà raggiunto l’altezza da noi desiderata; a questo punto si cimano le piante, in questo modo si eviterà uno sviluppo eccessivo in altezza nel corso degli anni.

LEGISLAZIONE

Il posizionamento di piante, siepi o arbusti lungo le zone di confine tra due terreni è regolato da norme che variano da zona a zona; è sempre consigliabile consultare la polizia locale per ottenere informazioni su tali norme prima di porre a dimora una siepe. Se non esistono norme locali tali operazioni sono regolate dal codice civile, e precisamente dagli articoli 892-896. Nel codice civile italiano sono riportate le seguenti norme:
- Gli alberi ad alto fusto si pongono a tre metri dal confine; si intendono alberi ad alto fusto quelle piante che raggiungono agevolmente i 6-7 metri di altezza, o che hanno fusto con ramificazioni che cominciano al di sopra dei tre metri.

- Le piante non ad alto fusto, ovvero che ramificano al di sotto dei tre metri di altezza, vanno poste a 150 cm dal confine.

- Gli arbusti, le viti, le piante rampicanti, le siepi vive, le piante da frutto, possono essere piantati a mezzo metro dal confine.

Ma ricordiamo che le siepi di ceppaie vanno poste a un metro dal confine, e le siepi di robinie, anche se a ceppaia, ad un metro e mezzo dal confine.

Se sul confine è posto un muro si possono piantare siepi ed alberi rasente il confine, purché abbiano un’altezza inferiore a quella del muro.

Presso la Tecnoverde di Villadose è possibile trovare consigli e varietà per comporre la vostra siepe, oltre a tutte le indicazioni per un adeguata manutenzione.

Fonte: http://www.giardinaggio.it