Consigli di gennaio per piante e giardino

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Il freddo tende a rendere molto fragili i rami che possono spezzarsi più facilmente; nelle giornate molto fredde bisogna quindi evitare di lavorare intorno ai rami delle piante, limitando potature o sistemazioni.

I limoni e gli agrumi in genere vanno difesi dal gelo, spostandoli in serra o coprendoli completamente con un telo di tessuto non tessuto. Lo spostamento in una serra o in una veranda non riscaldata ma battuta dal sole è la soluzione migliore.limoneserra

Attenzione al ragnetto rosso: un parassita che succhia la linfa dalle foglie. Lo si vede tra le foglie con una buona lente di ingrandimento. Le foglie presentano delle piccole macchie gialle che poi si allargano e tra i rami si scorgono ragnatele sottili. Si può intervenire spruzzando sul fogliame e sotto di esso dell’acqua dove abbiamo sciolto del sapone di marsiglia oppure un acaricida.

I rampicanti sempreverdi in questo periodo sono addormentati. Si può sfruttare questo breve momento per ripulirli adeguatamente, tagliando i rami in eccesso, quelli predominanti e i rami secchi eseguendo un taglio netto obliquo un centimetro sopra alla gemma. Verifichiamo anche le zone dove abbiamo piantato le bulbose perchè non ci siano fenomeni di ristagno di acqua con conseguente marciume o formazione di muffe. Eventualmente creiamo piccoli canali di scolo per facilitare lo sgrondo dell’acqua.

Nel caso il terreno non sia fangoso e gelato si può procedere a pulirlo e lavorarlo superficialmente.
Nell’orto in semenzaio riscaldato si seminano basilico, melanzane, peperoni, pomodori.
Se il clima è mite ed il prato non è inzuppato, è utile rastrellarlo, incorporando il materiale raccolto al compost. Si mettono a dimora in vaso e nei semenzai riscaldati i semi per le fioriture annuali per l’estate quali begonia, cineraria, garofano, petunia, fiore di vetro impatiens, salvia ornamentale.

In presenza di brina, ghiaccio o neve evitare di calpestare il prato per non rompere gli steli e non soffocare l’erba, scrollare i rami con stracci rivestiti per non danneggiare le fronde.

In giardino si piantano erbacee perenni come aster e arbusti come l’azalea.
Si possono potare clematidi, ortensie, glicini e rose, avendo cura di disinfettare i tagli con appositi mastici o pasta rameica. Verso la fine del mese si può iniziare a trapiantare in aiuola e nei vasi le viole del pensiero e le pratoline.

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Per quanto riguarda le piante da frutto, se non l’abbiamo fatto nei mesi precedenti, effettuare un trattamento di disinfestazione delle spore utilizzando ossicloruro di rame diluito spargendolo sul tronco, sui rami e sotto la chioma degli alberi in modo da debellare i residui di spore e funghi dell’anno precedente.  Verso la fine del mese, potiamo il melo e il pero distinguendo tra i rami dell’anno precedente che quest’anno daranno frutto e quelli più vecchi che invece andranno tagliati.

Il fiore dell’inverno

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Le giornate iniziano anche se di poco ad allungarsi e passeggiando tra le piante si sente un buonissimo profumo!
Eccolo il calicanto!

Un profumo davvero deciso che attrae l’attenzione e ci fa sentire in primavera.

Di calicanto ne esistono diverse varietà:

- Calycanthus floridus (Calicanto estivo): albero originario dell’America settentrionale a chioma tondeggiante, raggiunge anche i 3 metri. Foglie grandi, acuminate. I fiori, rossi, sbocciano da giugno a settembre all’estremità dei rami.

- Calycanthus occidentalis: albero originario dell’America settentrionale. Raggiunge i 5 metri d’altezza ed i 3 metri di diametro. Foglie grandi, acuminate. I fiori, molto grandi, di colore rosso scuro, sbocciano da giugno ad agosto.

- Calycanthus fragrans (Chimonanthus praecox – Calicanto Invernale): albero originario della Cina, raggiunge i tre metri d’altezza. Fiori gialli profumati a fine inverno. Pianta rustica, predilige posizioni soleggiate. I suoi fiorellini sono numerosi, ma piccoli sulla pianta e di un color giallino, in cui è nascosto un cuore porpora, che non colpisce. Fiorisce tra dicembre e gennaio e ha praticamente l’esclusiva. Non teme infatti né freddo né gelo, soprattutto se può godere del poco tepore che offrono i raggi del sole in inverno.

calicanto

Il calicanto non ha bisogno di particolari cure, è perfetto come pianta ornamentale da giardino a bassa manutenzione. E sufficiente concimarlo solo nei primi 2-3 anni dalla messa a dimora, in autunno concime organico e irrigarlo periodicamente.
Neanche le potature dovranno essere frequenti: il calicanto è una pianta a lento accrescimento. Durante la potatura bisogna fare attenzione a tagliare solo i rami malati, secchi o spezzati.
Può essere associato a specie sempre verdi e a foglia caduca da fiore, come il corbezzolo o il melograno.

Nel linguaggio dei fori, il calicanto è simbolo di protezione e benevolenza. Fiorisce a temperature proibitive e per questo è associato alla forza, al coraggio e alla tenacia. I suoi piccoli fiori gialli, richiamano il sole che rinasce anche dopo il più lungo periodo di oscurità e ci incoraggiano a vedere positivo allontanando la negatività.

Il giardino d’inverno

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Anche se l’inverno è una stagione un po’ ferma e i colori non sono quelli splendenti e vivaci della primavera, ci sono fiori e piante che vanno controcorrente, accettano la sfida e fioriscono! Ecco, su queste essenze bisogna puntare per avere un giardino d’inverno rigoglioso che non ci faccia rimpiangere la primavera.

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Il rododendro ad esempio, è una pianta che fiorisce tutto l’anno, con una fioritura simile a quella della rosa che le fa prendere il nome di rosa delle Alpi.

La viola è audace, quella cornuta fiorisce anche con il freddo e lo stesso carattere forte e coraggioso lo si trova nell’erica, pianta perenne che, proprio perché sempre colorata viene usata per decorare vasi e giardini in modo che non siano desolati quando il freddo impera.

Chiamandosi “gelsomino invernale”, il gelsomino giallo è un altro dei protagonisti in questa stagione mentre  l’elleboro contribuisce con altri colori: bianco, rosa, color porpora.

In un giardino invernale con i fiocchi, non può mancare il bucaneve chiamato anche “stella del mattino”.

E chi l’ha detto che anche gli ortaggi non possano fare la loro bella figura?

Ci sono molte specie che crescono senza problemi anche con il freddo, da seminare tra gennaio e febbraio ottenendo così anche un angolo di giardino capace di produrre cibo.

Partiamo dalla lattuga, consigliata in tutte le sue varietà, anche le cipolle vanno bene, basta riservare loro un terreno ricco non troppo sabbioso o argilloso.

A partire da novembre fino a febbraio- marzo possiamo piantare patate e piselli e le bietole che sono molto belle esteticamente oltre che buone da mangiare. Anche l’aglio può essere presente, basta interrare i bulbi a 4-5 cm di distanza e aspettare che germogliano. Non richiede molte attenzioni, occupa poco spazio ed è molto odoroso.

PSR 2014-2020

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psr-520x245Aperti i bandi per i piani di sviluppo rurale del quarto trimestre 2017!!!

Il programma di sviluppo rurale (PSR) consente l’ammodernamento delle zone rurali, il miglioramento della competitività delle imprese e la sostenibilità ambientale. Garantisce la tutela e la salvaguardia del territorio e del paesaggio rurale, per la riduzione del divario in termini di servizi e di opportunità di occupazione delle aree svantaggiate

La regione Veneto ha approvato la delibera per l’apertura dei nuovi bandi a fine novembre. Le misure aperte e di maggior interesse per la provincia di Rovigo sono:

Intervento 3.1.1 e 3.2.1 – informazione e promozione sui regimi di qualità dei prodotti agricoli ed alimentari. Beneficiari sono i Consorzi di tutela, le Associazioni d produttori, le Op e le cooperative non associate. Bandi aperti per 60 giorni.

Intervento 4.1.1- investimenti ed immobilizzazioni materiali per migliorare le prestazioni e la sostenibilità dell’azienda. Misure relative ad impianti di frutteti in aziende ortofrutticole e alla bio sicurezza con riconversione ed ammodernamento degli allevamenti avicoli. Beneficiari sono gli imprenditori agricoli professionali. Bandi aperti per 105 giorni.

Intervento 6.1.1- sviluppo delle aziende agricole e delle imprese. Beneficiari gli insediamenti di giovani dai 18 ai 40 anni che hanno aperto l’azienda da non oltre 12 mesi. Bandi aperti per 90 giorni.

Intervento 6.4.1 -creazione  e sviluppo della diversificazione delle imprese agricole ( agriturismo, fattorie didattiche..). Beneficiari i giovani neo insediati con questo bando.

Intervento 7.5.1 – sviluppo turismo rurale. Beneficiari gli enti pubblici. Bandi aperti per 90 giorni.

Intervento 7.6.1 – ristrutturazioni infrastrutture immobili ed elementi tipici dell’architettura e del paesaggio. Bandi aperti per 90 giorni.

Misura 16 (16.5.1 e 16.9.1). I progetti vanno visti e presentati in un’ottica di collettività. Con la 16.9.1 i progetti riguardano la creazione, formazione di pratiche rivolte all’agricoltura sociale e delle fattorie didattiche. Con la 16.5.1 si attueranno specifici progetti a carattere ambientale come l’impianto di siepi e fasce tampone, boschetti, la riqualificazione della rete idraulica minore, la creazione di zone umide, piantumazione nelle aree umide e strutture per la diffusione della fauna selvatica. Per poter accedere a tale bando, gli interessati non potranno presentare una singola domanda come era in passato, ma dovranno aggregarsi ad altre aziende agricole e consorzi di bonifica attuando specifici progetti d’area. Progetti collettivi con precisi limiti di spesa e priorità di punteggio. Bandi aperti per 120 giorni.

Per maggiori informazioni: https://www.regione.veneto.it/web/agricoltura-e-foreste/sviluppo-rurale-2020

 

Una ghirlanda di buon augurio

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Qualche curiosità a proposito di addobbi natalizi e di fine anno..

Per le festività del Natale e di fine anno è tradizione preparare ghirlande da appendere alle finestre o alla porta d’entrata, bene auguranti per i passanti e per chi viene in visita. Come simbolo di prosperità e serenità possono trovare posto all’interno della casa decorando angoli della stanza o la tavola delle feste.

Le ghirlande classiche, rispettose della tradizione nordica, sono fatte intrecciando ramoscelli freschi di pino o abete, agrifoglio, pungitopo e rosmarino; si pensava che queste piante potessero tenere lontani gli spiriti malvagi e proteggere la casa.

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Oltre che con le fronde dei sempreverdi, la ghirlanda di buon augurio può essere composta con elementi essiccati o artificiali. In mercato si possono trovare ghirlande già pronte di ogni dimensione e caratteristica: di rami secchi intrecciati, di fiori, di erica, di foglie e bacche, di corteccia di betulla..

Le ghirlande al naturale, con i colori e le forme che la natura regala, sono molto belle ma diventano ancor più splendide se decorate con palline colorate, nastri, piccoli fiocchi e quant’altro la fantasia suggerisce.

Se appendete una ghirlanda, valutate correttamente la sua dimensione e fattura: è fondamentale che la composizione con cui viene decorata, riguardi solo la “faccia” rivolta a chi osserva e che la distribuzione degli elementi sia equilibrata tra sopra e sotto, destra e sinistra. La ghirlanda va appesa o appoggiata su uno sfondo di colore neutro che la faccia risaltare e la incornici.

Una tradizione nordica prevede che in attesa del Natale, le quattro domeniche precedenti, ci si prepari alla festa accendendo una dopo l’altra, domenica dopo domenica, quattro candele che esprimono il desiderio dell’avvento cioè la venuta del Messia. Le candele sono sorrette da una ghirlanda che può essere appesa al soffitto o poggiare sul tavolo.

Ma come fare a prepararla?

Procuratevi del filo di ferro grosso e sottile, del nastro adesivo marrone, dei ramoscelli freschi di abete, quattro candele rosse, delle pigne, dei fiocchetti e decorazioni a scelta.

  • con il filo di ferro robusto modellate un cerchio di circa 30-35 cm di diametro e rivestirlo con il nastro adesivo,
  • aiutandovi con il filo di ferro sottile, distribuite ramoscelli di abete fresco lungo la circonferenza del cerchio, in modo da formare una ghirlanda folta e compatta. Legate alla base di ciascun ramoscello una pigna,
  • disponete le quattro candele rosse in quattro punti equidistanti della ghirlanda e fissatele con cura evitando che la loro fiamma venga in contatto con gli elementi decorativi,
  • rifinite infine la corona con fiocchetti e altre decorazioni

I colori del Natale: la stella

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Tra i colori vivaci dell’agrifoglio e il bianco candido dell’elleboro, non poteva mancare il rosso carico della stella: la vera protagonista del periodo!

stella-di-nataleEuphorbia pulcherrima è una specie originaria del Messico dove viene chiamata ” fiore della notte” perché le foglie all’apice, durante le notti fresche vicino a Natale, si colorano vivacemente.
Oggi al tradizionale colore rosso si affiancano varietà con diverse sfumature di rosa e di panna, con screziature anche di colore verde. Tra le novità, il giallo limone, l’albicocca e ibridi con fiori stradoppi, ondulati o arricciati.

La stella di Natale, è una pianta abbastanza delicata; va tenuta in casa in luogo mite molto luminoso e lontano da fonti di calore o raggi di sole diretti. Si annaffia solo quando il terreno è completamente asciutto, evitando accuratamente di lasciare l’acqua a lungo nel sottovaso. Con l’arrivo della bella stagione, quando l’esemplare perde le foglie colorate e comincia a sviluppare le nuove foglie verdi, deve essere sottoposta a drastica potatura e portata all’esterno in condizioni di mezz’ombra. In autunno va spostata in casa, in ambiente fresco ad una temperatura inferiore ai 18 °C, chiede almeno 12-14 ore di buio al giorno e concimazioni ricche di fosforo e potassio: nel giro di poche settimane si formerà la corona natalizia di fogliame scarlatto!

5 consigli per prolungare la bellezza della stella di Natale:

  • acquistate le piante presto, già a novembre, scegliendo quelle con i piccoli fiori ancora ben chiusi,
  • trasportate la pianta con cura, proteggendola dal freddo e dalle correnti d’aria,
  • tagliate via le foglie spezzate o ingiallite,
  • annaffiate con acqua a temperatura ambiente,
  • posizionate l’esemplare in un sottovaso largo, con un velo di acqua e con ghiaia o palline di argilla per mantenere un ambiente umido attorno al fogliame

I colori del Natale: l’elleboro

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Oggi parliamo di un’altra essenza prettamente natalizia: l’elleboro.

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Il genere Helleborus comprende circa 20 specie rizomatose, particolarmente apprezzate per la fioritura invernale che a seconda della varietà e della specie può essere bianca, gialla, verde, rosa, viola, nera e color crema. Le corolle possono essere anche screziate o puntinate e in alcuni ibridi anche doppie. I fiori sono molto delicati, ma se protetti dal gelo e dalle intemperie, possono perdurare per diverse settimane. La specie più diffusa è sicuramente H. niger.  Nota come “rosa di Natale” spontanea nei nostri boschi, caratteristica per offrire fiori bianchi durante mesi più freddi. Simbolo di fedeltà e di amicizia, è un dono gradito perché annuncia che la primavera non tarderà.

Si tratta di una specie perenne resistente e di facile coltivazione. Si adatta bene in vaso o per bordure purchè il clima sia fresco e il terreno mai troppo arido. In casa può essere tenuta nei giorni di Natale in ambienti freschi e luminosi, irrigando quel tanto necessario a mantenere il terriccio appena umido, successivamente, a inizio gennaio, si potrà trasferire l’esemplare all’esterno, in luogo protetto dal gelo, dalle intemperie e dal sole diretto. La concimazione avverrà in primavera con un prodotto di tipo organico.

I colori del Natale: l’agrifoglio

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Il verde lucido dell’agrifoglio, il fresco bianco dell’elleboro, il rosso della stella di Natale: il clima festoso di fine anno è allietato dai colori di queste tre piante generose e di facile coltivazione, ideali per un regalo a tutti gradito, anche perché considerate porta fortuna.

Scopriamo insieme l’agrifoglio!

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Ilex aquifolium è il nome scientifico, pianta sempreverde, spontanea nel territorio italiano. Oggi esistono varietà senza spine, altre molto pungenti, con foglie di colore verde, bruno o variegate in bianco o in giallo. Esistono agrifogli senza frutti e altri dalla ricca produzione di bacche rosse molto decorative. Regalare questa pianta rappresenta un augurio di lunga vita. L’agrifoglio è un genere dioico, ci sono quindi esemplari maschi e altri femmina; solo questi ultimi producono piccoli fiori bianchi che poi maturano in bacche rosse.

La coltivazione è molto semplice, si tratta di una pianta che resiste bene al freddo, al caldo e all’ombra. In vaso si sviluppa più lentamente prestandosi ad abbellire un terrazzo o piccoli spazi. Buona norma è rinvasarlo in primavera, utilizzando un contenitore piuttosto grande. In casa, l’agrifoglio può vivere per breve tempo, in piena luce e in ambienti non troppo caldi; dopo le feste è bene spostare il vaso all’esterno. Si concima con prodotti organici in primavera, da marzo a maggio e la potatura si limita alla pulizia e all’occasionale riordino della chioma.

Restate con noi per scoprire le altre piante che caratterizzano questo periodo e i loro colori!!!!

L’albero di Natale

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Tutto quello che avete sempre voluto sapere e non avete mai osato chiedere!

Il simbolo del Natale per eccellenza, può essere collocato fuori o all’interno della casa a seconda dello spazio a disposizione, del tipo di decorazioni prescelte e del gusto personale.
L’abete scelto è da preferirsi tra quelli sani, con radici integre. Varietà migliori allo scopo sono quelle a crescita lenta come l’abete rosso, l’abete argentato e l’abete del Caucaso ( Picea excelsa, pungens e Abies nordmanniana).
Ottimale sarebbe porlo all’esterno, ma se così non fosse possibile, il nostro abete, può essere sistemato in un angolo fresco e luminoso per evitare che perda gli aghi. Bene è innaffiarlo poco e spesso mantenendo il terriccio appena umido.
A fine festività va liberato delicatamente dagli addobbi e posto all’esterno dove potrà durare diversi anni crescendo fino a molti metri.

Una tradizione lontana..

Quella di adornare l’abete per la notte di Natale è un’usanza molto antica. Inizialmente si usavano nastri, dolcetti, frutta e candeline finchè, verso la fine dell’800 vennero ideati i decori di vetro soffiato da appendere. Successivamente le luci artificiali sostituirono le candeline. Attualmente le possibilità offerte di decorazione per l’albero di Natale sono infinite e con l’occasione si da libero sfogo alla propria creatività grazie a nastri, palline e fili dorati ma anche a piccoli pupazzi, frutta e decori monocromatici.

Coperture alternative senza burocrazia

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Per fare una qualsiasi copertua utilizzando strutture più o meno consistenti, sono spesso necessari iter burocratici autorizzativi lunghi e costosi. Ecco così che un pergolato, un posto auto,una tettoia diventano un onere non indifferente.
Avete mai pensato quanto potrebbe essere funzionale, economico e piacevole un tetto o una parete verde? Basta una rete adatta su cui far crescere rampicanti, qualche luce posizionata nel posto giusto ed ecco che è possibile realizzare uno spazio separato e gradevole con pochissime spese e pochissime preoccupazioni.
Dalla semplice edera, alla vite americana, ai profumatissimi gelsomini e al bellissimo glicine, le soluzioni di copertura verde sono davvero molteplici!
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