semplici siepi o barriere verdi?

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Il concetto di privacy, un diritto oggi riconosciuto dall’ordinamento giuridico di tutti i paesi europei e delle principali nazioni del mondo, riflette una serie di complesse problematiche della nostra epoca. Più tradizionalmente e già da molti secoli, la sua rilevanza primaria nel quotidiano concerneva lo spazio esterno alle abitazioni e la necessità di proteggerlo, contro violazioni fisiche dei confini e avversità, ma anche dall’intrusione di sguardi indiscreti e vari tipi di inquinamento, a seguito della progressiva e costante riduzione degli spazi verdi e la sempre maggiore prossimità delle abitazioni nei centri abitati.

L’utilizzo di schermi o cortine verdi allo scopo di celare alla vista altrui le aree private del giardino, del terrazzo o di parte dell’abitazione, assolve al contempo svariate altre funzioni vantaggiose. Ricerche sperimentali condotte al Department of Agricultural Engineering dell’Università di Atene, finalizzate ad analizzare gli effetti degli alberi sul controllo del calore solare sugli edifici, hanno per esempio concluso che le piante costituiscono un eccellente sistema passivo per il regolamento termico delle abitazioni durante l’estate, specialmente nelle grandi città dove le temperature sono più elevate per il volume del traffico e la scarsità di aree verdi. Di conseguenza una buona disposizione delle piante attorno alle abitazioni attenua gli effetti di un elevato irraggiamento solare, riducendo l’uso di impianti di condizionamento.

A queste importanti proprietà si affiancano altri ruoli di schermi e cortine verdi, per esempio, a seconda dell’altezza, della posizione e del tipo di impianto, effetti frangivento e di difesa della vegetazione contro gli estremi climatici. La protezione contro l’inquinamento acustico ed ambientale è un ulteriore contributo prezioso.

Dal punto di vista puramente coprente, gli schermi verdi possono essere formati con molte specie di piante, da quelle arboree a quelle rampicanti ed interpretate in maniera diversa a secondo della specifica situazione. La regola di base rimane però la selezione di specie il cui vigore, dimensioni e portamento a maturità non pongano problemi alla struttura del giardino. Più ridotto è lo spazio disponibile e maggiore sarà la necessità di valutare attentamente la scelta degli esemplari e la capacità individuale di rispondere a specifiche esigenze, tra cui anche il regime e la frequenza della manutenzione. Dove lo spazio lo permette, l’impianto di alberature caduche a debita distanza dell’edificio crea ombreggiatura estiva sulla facciata più vicina, restituendo poi la luce invernale dopo la perdita del fogliame. Poiché la possibilità di avvalersi di specie arboree è ormai piuttosto rara, lo stesso principio si può applicare a tutti gli schermi verdi quando la luminosità nella stagione fredda è un criterio importante.

Se il problema di sguardi indiscreti è invece rilevante anche in quel periodo dell’anno, la copertura sarà preferibilmente sempreverde o mista e disposta a maggiore distanza da finestre e punti luce.

Sicuramente l’effetto coprente dato dai c.leyland è di molto maggiore di quello del prunus laurocerasus o della photinia, arbusti che offrono invece più vivacità e meno austerità al giardino. In zone vicine al mare o comunque non troppo esposte al gelo, anche il pittosporum può rivelarsi una scelta vincente. Siepi miste danno movimento e colore all’insieme anche se necessitano di maggiori oneri di manutenzione.

Per qualsiasi informazione o curiosità sulla “barriera verde” migliore per il vostro giardino chiedete pure!

 

Fonte: www.giardinaggioweb.net

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