Guerrilla Gardening, noi combattiamo e tu?

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Basta aiuole incolte e fioriere come cassonetti! Armiamoci di zappe, semi e concime e riprendiamoci tutti gli spazi abbandonati. Far finta di niente non è una scusa: delegare agli altri vuol dire lasciare che gli altri gestiscano ciò che è nostro. E se questi “altri” non sanno gestire, rimbocchiamoci le maniche e facciamolo noi. E’ questo l’intento che muove il guerrilla gardening. Movimento a macchia di leopardo sul territorio che vuole rinverdire le città e dare dignità ai giardini dismessi. In Italia i gruppi attivi sono circa una cinquantina, ma è difficile contarli, perché le iniziative non sono coordinate. Tutte si ispirano a una filosofia comune, ma sono organizzate autonomamente dal basso. Il modello è la coltivazione ‘illecita’ che Richard Reynolds ha cominciato in giro per Londra nel 2004, cui si sono ispirati Michele e Andrea per lanciare il sito italiano (www.guerrillagardening.net) e cominciare a fare azioni sul territorio milanese. Aiuole, spazi verdi, giardini che erano pensati per essere luoghi belli, spesso di incontro tra i cittadini, se abbandonati al proprio destino senza che nessuno li curi diventano presto luoghi squallidi e lasciano un’impressione orrenda su chi si trova a passare da quelle parti.

Un gruppo di giardinieri e appassionati ha deciso quindi che era ora di passare all’azione, imbracciare gli attrezzi del mestiere e riprendersi quei luoghi. L’idea è di rendere piacevole questi spazi attraverso il ripristino del verde, sporcandosi le mani di terra e sudando in prima persona. Attività sul filo della liceità, da qui l’espressione “guerriglia” ad indicare che a volte è necessario andare contro ordine e burocrazia, anche se, raccogliendo le esperienza dei guerriglieri, si capisce che il più delle volte gli agenti in divisa hanno solo potuto complimentarsi con questi appassionati che fanno del bene comune. Il termine “guerriglia” è stato preso in prestito dal marketing e porta con se l’alto valore comunicativo e d’impatto come è giusto che sia per una cosa tanto bella e “naturale” come dev’essere prendersi cura della terra.

Lo scorso anno, il 4 Novembre, in coincidenza con la Festa dell’Unità d’Italia e la Festa delle Forze Armate, è stata proclamata la prima Giornata Nazionale di Guerrilla Gardening Italiano per la riconquista del verde pubblico e del degrado urbano. Qualsiasi luogo abbandonato del territorio italiano andava bene. Le armi: zappe, vanghe, rastrelli, ‘bombe di semi’ e bulbi da piantare. Una splendida occasione per mobilitarsi, insieme, su una tematica quanto mai attuale.

Noi guerrigliamo, voi ci state?

 

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