La vite “maritata” a Rovigo

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50-60 anni fa, andava ancora di moda creare in giardino o nel campo coltivato, una siepe o un impianto costituito dalla cosiddetta “vite maritata” .

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A Rovigo e nella sua provincia, la “vite maritata” era costituita da impianti lineari in cui la vite veniva alternata ad alberi da legna o da frutto usati inoltre come pali tutori. Proprio da qui nasce il termine” maritata” che indica come la vite si sposava con l’albero tutore in un abbraccio pieno, facendo salire verso il sole i propri rami e cercando il calore che faceva maturare l’uva, allontanandola al tempo stesso dall’umidità del terreno.
L’impianto aveva tra gli scopi, anche quello di segnare i confini della proprietà del campo o del giardino. Così facendo si creava uno spazio interno al campo in cui veniva posto a coltura il frumento, l’erba medica e la varietà di mais detta “bianca” o semplicemente il prato; tutt’attorno, all’ombra di qualche salice o gelso, ci si poteva rilassare nella natura e godere di qualche acino d’uva raccolto direttamente dalla pianta.

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