Potatura alberi in città

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potatura1-584x314Prima di giardinieri e arboricoltori, erano i contadini ad occuparsi degli alberi e della loro potatura e le conoscenze a disposizione non erano moltissime e spesso si trattava di nozioni tramandate sotto forma di proverbi e saggi consigli.

La concezione di potatura era limitata alla tecnica della testa di salice; una tecnica che manteneva la pianta bassa, ordinata e facilmente gestibile con le attrezzature di allora.

Con l’innovazione tecnologica sono arrivate le motoseghe , i potatori e la tecnica della capitozzatura è diventata quella più utilizzata.

Oggi con la diffusione delle conoscenze botaniche e le specializzazioni che hanno portato tecnici e operai molto competenti all’interno delle aziende agricole, l’approccio alle potature è mutato e la validità delle 2 tecniche sopracitate è seriamente in discussione.

Gli alberi non supportano bene questi interventi drastici, le energie che devono impiegare per rigenerare tutto il materiale legnoso tagliato per creare una nuova chioma sono moltissime. Alcune specie in particolare hanno una crescita lenta che rende la ripresa vegetativa molto difficoltosa.

Anche se più antica, è meno dannosa della capitozzatura, se fatta con coscienza.

Un albero che è stato allevato a testa di salice sin dai primi anni di vita ha un ingrossamento della testa, qui l’attività di lignificazione si concentra maggiormente, si può paragonare ad un vero e proprio magazzino di risorse.

Nonostante questo il continuo rinnovo vegetativo porta debolezza all’albero e i rami dell’anno sono più teneri e facilmente attaccabili dagli insetti fitofagi.

E’ una tecnica comunque non adatta a tutte le specie. Se possibile la capitozzatura presenta ancora maggiori problemi, in quanto viene praticata su alberi allevati in qualsiasi forma e le ferite provocate su tagli a diametro molto ampio sono una delle principali cause delle patologie che colpiscono i grandi alberi dei viali.

E’ una tecnica da utilizzare con estrema attenzione ed esclusivamente per cause di forza maggiore (edifici limitrofi, impossibilità di raggiungere le porzioni di chioma più esterne).

Avendo la fortuna di osservare esemplari che sono cresciuti in libertà, senza interventi umani e isolati (non in competizione con altri per luce e spazio) noteremo che la forma di un platano o di una quercia presenta molte differenze rispetto a quella che siamo abituati a vedere nelle città.

Gli alberi non seguono regole rigide ed hanno schemi di crescita piuttosto variabili con l’unico scopo di migliorare l’irradiamento solare della chioma e di adattarsi al meglio ai fenomeni naturali. L’uomo con il suo spiccato antropocentrismo vuole applicare i suoi schemi geometrici alla crescita degli alberi, ma non fa altro che operare una forzatura delle leggi natura.

In un modo o nell’altro gli alberi tenderanno sempre a seguire il loro patrimonio genetico che li governa nei fenomeni di sviluppo.Ci sono tecniche di potatura che hanno lo scopo ben preciso di facilitare le operazioni di coltivazione: l’allevamento a vaso delle piante da frutto favorisce le operazioni di raccolta, così come la disposizione in filari favorisce una migliore manovra con i mezzi meccanici.

Metodologie di lavoro che hanno portato molti vantaggi, ma sarebbe un errore credere che gli alberi rispondano positivamente : spesso invecchiano precocemente e le continue e forzate potature li rendo più vulnerabili ai patogeni.

Questa è un epoca di rottura con le tradizioni, è sbagliato perseguire i vecchi metodi dei nonni senza conoscere le moderne ricerche di arboricoltura; così come è sbagliato rinnegare completamente le tradizioni antiche di secoli.

Un approccio diverso nei confronti degli alberi è necessario : non è più possibile tollerare la distruzione del nostro patrimonio cittadino con potature drastiche che danneggiano la salute e l’estetica della pianta. La pianta deve trarre giovamento dall’intervento dell’uomo, deve essere guidata ed al tempo stesso lasciata crescere in maniera più naturale. Impariamo a non pretendere eccessivo ordine tra i rami spogli dell’inverno e scopriremo come ogni albero nella sua forma naturale ha una bellezza unica.

fonte: giardinaggio.it

 

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