Il diserbo

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diserbatoreok

Nella gestione di un prato ornamentale o di un orto, presto o tardi si deve fare i conti con le erbe infestanti, ovvero erbe non volute che danneggiano il prato sia dal punto di vista estetico, sia dal punto di vista biologico in quanto competono in spazio, luce e nutrienti con le erbe costituenti il prato.

In genere, un prato in perfetta salute limita da sé lo sviluppo delle erbe infestanti in quanto la sua compattezza funge da barriera protettiva. Le infestanti più fastidiose dei tappeti erbosi già consolidati sono quelle perenni a portamento strisciante o che crescono da rosette basali, come la margherita, il trifoglio, la veronica o la piantaggine: tutte piante che si adattano ad un portamento basso e quindi non risentono di una tosatura bassa regolare.

In fase preventiva, per limitare la comparsa delle malerbe è bene che il terreno di impianto del tappeto erboso sia completamente ripulito e tenuto a maggese. Una tosatura regolare (effettuata avendo cura di usare anche il cestello raccoglierba per eliminare totalmente le infestanti), abbinata a nutrizione e irrigazione oculata sono la migliore garanzia di contrasto all’ insediamento delle infestanti. Le infestanti possono raggiungere il tappeto erboso sottoforma di semi trasportati dal vento, dagli uccelli, da scarpe infangate, da macchine o attrezzi. Possono anche essere nascosti nel tappeto erboso sottoforma di semi in stato di latenza.

La sarchiatura manuale può essere una buona soluzione se le infestanti sono sparpagliate, ma è essenziale rassodare bene il terreno circostante dopo la rimozione di ogni infestante. Si sarchia manualmente in primavera, durante un periodo di intenso sviluppo vegetativo. Nel periodo secco, l’erba cresce più lentamente e il rischio di colonizzazione delle infestanti aumenta se a un periodo caldo e asciutto ne segue uno di tempo umido. Se nel tappeto erboso sono presenti molte infestanti, è necessario ricorrere a erbicidi, in quanto il diserbo manuale non è più realizzabile.

Per un trattamento di diserbo localizzato si ricorre a volte alle sabbie che contengono solfato d’ammonio e solfato di ferro che distribuite sulle foglie hanno un effetto caustico o corrosivo. Alcune malerbe muoiono dopo una sola somministrazione, altre possono richiederne diverse.
Molti diserbanti specifici contengono due o tre ingredienti attivi, come il mecoprop, l’MCPA o il 2,4-D. Un prodotto che contiene più ingredienti attivi diversi agirà su una gamma più vasta di infestanti rispetto a uno che ne contiene uno solo. Per decidere qual è il migliore si dovrà guardare ai diversi tipi di infestanti del proprio tappeto erboso, controllare le miscele specifiche e sceglierne una che è consigliata contro quelle specie.

La maggior parte dei diserbanti sono venduti come concentrati liquidi da diluire nell’acqua prima dell’uso. Per le zone più estese usare nebulizzatori a bassa pressione a spruzzo medio (nebulizzatori a zaino). Per i tappeti erbosi più piccoli, dove c’è pericolo di diffusione del diserbante sulle piante circostanti, è meglio usare un annaffiatoio a rosa fine o con una barra a ugelli. Alcuni fertilizzanti contengono già degli erbicidi in polvere, consentendo di compiere con una sola operazione concimazione e diserbo. I diserbanti da prato sono disponibili anche in bombolette spray o sotto forma di stick solidi per trattare le infestanti isolate. Applicare i diserbanti dalla primavera alla fine dell’estate, quando il tempo è bello e caldo, il terreno è completamente umido e l’erba cresce vigorosa.

Si sconsiglia di utilizzare un diserbante chimico nei mesi freddi dell’anno o in un periodo di siccità quando la crescita è stentata, perchè in entrambi i casi l’ efficacia viene ridotta anche di parecchio. In ogni caso, l’utilizzo di prodotti chimici è da evitarsi poco prima della pioggia in quanto verrà dilavato, in presenza di vento per non rischiare un contatto con le piante circostanti, immediatamente prima di tagliare l’erba altrimenti gran parte della superficie fogliare trattata verrà eliminata prima che il diserbante abbia raggiunto le radici e in dosi superiori a quelle prescritte sulla confezione. È bene inoltre non usare l’erba sfalciata fresca come pacciamatura per almeno due settimane dopo il trattamento.

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